The ROCK è pensato per essere l’evento tra gli eventi, per prendersi una pausa da quello che è il softair, giocando a softair. Si sviluppa durante il fine settimana, con una giocata in notturna e cena tutti assieme il sabato, si dorme in loco, poi la domenica, si riprende con colazione di gruppo, giocata leggera e pranzo per finire. The ROCK è un modo per incontrare nuovamente tutti quei club che hanno partecipato al nostro ultimo evento e per conoscerne di nuovi, in un ambiente più disteso con una giocata semplifica; perché il suo scopo è passare un momento conviviale insieme e divertirsi, dove il vero softair passa in secondo piano, senza venire a meno per qualità.


The ROCK - 2017
BOOK (fazione Bengasi)

Benvenuti fratelli, se state leggendo questo messaggio, vuol dire che siete stati scelti per partecipare alla battaglia per la liberazione dagli oppressori GDI del nostro territorio.
Introduzione: A seguito di un blitz da parte di forze militari denominate GLOBAL DEFENCE INITIATIVE, una struttura per noi essenziale è caduta, qualche mese addietro, in mano al nemico. La struttura è per noi indispensabile in quanto possiede una posizione tattica ai nostri scopi ed è oltretutto pesantemente fortificata, siamo certi della presenza all’interno di materiale bellico ed equipaggiamenti necessari alla nostra rivolta. Nei mesi trascorsi siamo riusciti ad infiltrare un nostro operativo nelle file avversarie, ma purtroppo, quando sembrava essere in grado di fornirci le informazioni a noi indispensabili, è stato catturato e si è reso impossibile comunicare con lui. Sappiamo che la struttura è presidiata e difesa da un non specificato numero di operatori militari ben addestrati e la missione si prospetta molto delicata e difficile.

BOOK (fazione GDI)

Benvenuti soldati, se leggete questo messaggio vuol dire che siete stati prescelti per fare parte del nuovo esercito di Liberazione Globale. La nostra missione è semplice, liberare il territorio dai terroristi e dal partigianato che sta combattendo in questa regione.
Introduzione: Nelle scorse settimane un nutrito gruppo di partigiani, noto come:
BRIGATA PARTIGIANA BENGASI, è riuscita ad infiltrarsi nella nostra struttura e a conquistarla, presupponiamo che la stessa sia caduta per resa dei soldati che la presidiavano. La struttura è per noi indispensabile in quanto sono presenti, all’interno del complesso,
un ben fornito deposito munizioni, una stazione comunicazione e svariati altri obiettivi prioritari. Questi obiettivi sono caduti in mano al nemico ed è imperativo riconquistarli o renderli inservibili. Un nostro informatore è rimasto all’interno della struttura infiltrandosi nelle fila nemiche, ci stava passando le informazioni relative al dislocamento di truppe ed equipaggiamenti all’interno.
Purtroppo presupponiamo che il contatto sia stato catturato in quanto da alcuni giorni non abbiamo più contatto con lui. Nome in codice dell’insider: KABUL
Sappiamo che il nemico sta fortificando la struttura e abbiamo deciso di intervenire immediatamente.


The ROCK - della *adonna
STORY-BOOK
GUANTANAMO BAY

Il territorio costiero della baia venne affittato nel 1903 come punto di rifornimento per il carbone che alimentava le navi americane. Il territorio venne in seguito ceduto definitivamente agli Stati Uniti nel 1934. Attualmente ospita una base navale degli Stati Uniti.
La legittimità della presenza della base militare è contestata dall’attuale governo cubano, che non riconosce la cessione del territorio della base, concordata tra governi precedenti, e considera il territorio come cubano, occupato da forze straniere.
Ogni anno gli Stati Uniti fanno pervenire al governo di Cuba un assegno con l’importo dell’affitto concordato nel 1903 (2000 dollari in oro, rivalutati nel 1934 a 4,085$ annui). Il governo post-rivoluzionario incassò l’assegno solo nella confusione che seguì la rivoluzione, rifiutando di incassare tutti i successivi assegni emessi.
Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantánamo, sull’isola di Cuba.
L’area di detenzione era composta da tre campi: il Camp Delta (che include il “Camp Echo”), il Camp Iguana e il “Camp X-Ray”
Aperta nell’anno 2002, dal governo degli Stati Uniti, allora presieduto da George W. Bush. con lo scopo di diventare un campo di prigionia di massima sicurezza finalizzato alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e in Pakistan, anche tramite extraordinary rendition, ritenuti collegati ad attività terroristiche, coniando il nuovo status di “combattenti nemici illegali”, non contemplato nel lessico del diritto umanitario.

DETENUTI E CONDIZIONI DI DETENZIONE

Il numero totale di prigionieri che sono stati detenuti nella prigione di Guantánamo è un numero non ben precisato che ha subito varie modifiche arrivando a contenere anche 800 detenuti nei primi anni di fondazione. Picchi di “presenze” si sono avuti nel 2006 con circa 500 detenuti e nel 2003 con circa 650 prigionieri. Da notare che solo per 10 di questi è stato formalizzato un capo d’imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Nel febbraio 2011, erano detenuti a Guantánamo ancora 172 prigionieri.
Il sistema di funzionamento della parte carceraria della base è sotto accusa sin dall’alba della creazione di questa. I reclusi, secondo alcuni osservatori, non sono classificati dal governo USA come prigionieri di guerra e non vengono loro imputati nemmeno reati ordinari che gli potrebbero garantire delle garanzie o giusti processi. I prigionieri sono identificati come Detainess (detenuti) ed essi si trovano in un buco nero legale. Secondo il ministro della difesa ai prigionieri non si può applicare alcun diritto della Convenzione di Ginevra. Non sono considerati nemmeno come prigionieri di guerra.
In tempi recenti l’alto commissariato per i diritti dell’uomo dell’ONU ha protestato contro le condizioni di detenzione dei prigionieri senza però ottenere il diritto alla ispezione della struttura o la verifica delle condizioni dei detenuti.

Il 29 giugno 2006, in occasione dell’appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare statunitense dovuta:

• Alle modalità di detenzione dei prigionieri all’interno della base di Guantánamo;
• Ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.

A seguito di questa sentenza negli Stati Uniti d’America, nella figura della corte federale, si è revocato il diritto dei detenuti di Guantanamo di presentare istanze, presso la corte federale, contro la loro detenzione o per il trattamento subito, permettendo solamente limitati appelli da parte della popolazione carceraria. Con questa legge è stato messo in dubbio il futuro di circa 200 casi in corso nei quali, i detenuti, avevano presentato ricorso per il loro status alla Corte Suprema degli Stati uniti.
Amnesty International e altre associazioni umanitarie riportano che:

• Nell’agosto del 2005 alcuni reclusi hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le dure condizioni di detenzione e la mancanza di diritto penale/civile dei condannati. Diversi detenuti hanno denunciato di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e che venivano alimentati a forza: alcuni hanno riportato lesioni causate dall’inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Il governo ha negato qualsiasi maltrattamento.
• A novembre 2005 tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite hanno declinato l’offerta di visitare la base di Guantánamo presentata dal governo degli Stati Uniti, poiché quest’ultimo aveva posto restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo.
• Il 93% dei detenuti sono da considerarsi a tutti gli effetti combattenti nemici e che, gli stessi, non avevano un rappresentante legale che li rappresentasse.
• Alcuni dei suicidi accaduti all’interno della prigione sembrano causati da stress post traumatico a seguito delle torture.

TENTATIVI DI CHIUSURA

Verso dicembre del 2008 si inizia a discutere della chiusura della prigione e, poco dopo, il 21 gennaio 2009 il presidente Statunitense Barack Obama firmò l’ordine di chiusura del carcere (ma non della base militare).
A nove anni di distanza ciò non è ancora avvenuto anche a seguito del voto contrario del 90% del senato degli Stati Uniti. Nonostante alcune liberazioni, rimpatri e varie delocalizzazioni presso stati alleati disposti ad accogliere ex prigionieri la prigione di Guantanamo è ancora attiva e ospita ancora centinaia di prigionieri che rimangono in attesa…
Nel 2018 il neo eletto presidente Trump ha annunciato l’abbandono del programma di chiusura della prigione.
Di recente inoltre, si sono verificati, ai confini della base, dei disordini con la popolazione Cubana che non vede di buon occhio la presenza degli Americani sul territorio sovrano di Cuba. Gli stessi americani, che hanno creato una città all’interno dei confini della base navale non si relazionano molto con gli abitanti avendo comunque creato un piccolo stato americano autonomo. La paura della CIA e della Marina statunitense è che questi attriti possano sfociare in conflitti armati. Se ciò succedesse l’America lo vedrebbe come un atto volontario di guerra e risponderebbe con tutta la potenza in possesso.