Quando ancora non esisteva Eventi GST, nacque nel 2013, Rebellio. Questo primo evento vedette poi altri tre seguiti per poi prendersi una pausa. Gli eventi nominati “Rebellio” narrano di per se la storia di una ribellione, in tutto il suo percorso. L’evento vede in campo fazioni che alterneranno il gioco di ruolo alla simulazione tattica assistita sempre da una buona parte di interpretazione. La durata dell’evento conta una media di 40h di gioco.
Rebellio si sviluppa in saghe.


STORIA

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Rebellio - PERFICERE CAPTIONE - MMXIV
STORIA

E così REBELLIO 2013 si concluse…. quel maledetto venerdì, verso le 18:00 giunse in paese un nutrito gruppo di operatori PMC ingaggiati da Eurofor per dare man forte al contingente Eurocorps a presidiare e mantenere in sicurezza personale e obiettivi sensibili. Contemporaneamente, mischiati ai turisti giunti per la manifestazione “La Montagna e Noi”, organizzata dalla stessa Eurocorps per dare una visione di riapacificazione con la popolazione, sono arrivati gruppi misti di mercenari dell’est e infiltrati della brigata partigiana Avesani che già operava in zona con atti di sabotaggio. Dopo circa due giorni di attentati, sequestri, consegna clandestina di armi, arresti, posti di blocco, rastrellamenti, attacchi e scoop giornalistici il Capitano Fal, comandante dell’Eurocorps divenuto ormai un disertore e ricercato (a seguito della scoperta da parte di alcuni giornalisti di una fossa comune in cui sono stati gettati i corpi della famiglia Bertoletti e dello stesso maggiore Carli che ormai non spalleggiava più la dura linea del capitano) ha tentato la fuga assieme ai suoi fedelissimi e alla complicità di alcuni mercenari.Contemporaneamente altri mercenari non contenti dei milioni di euro racimolati in maniera disonesta dall’una e dell’altra parte, assaporando un boccone prelibato, hanno tentato un attacco al deposito delle armi dell’Eurocorps approfittando del momento di confusione. Il contingente Eurocorps, seppur impegnato a rimediare alla fuga del proprio comandante è riuscito a respingere l’attacco, prelevare alcune delle armi più pericolose (una parte è cadde nelle mani dei mercenari..) e scortarle sino ai depositi di Caprino Veronese. Mentre molti soldati cadevano per difendere il prezioso carico, in una valle racchiusa da dirupi impietosi si consumava il capitolo finale della vicenda. PMC sotto ordine di Eurofor e militanti della brigata partigiana Avesani braccano il Capitano Fal difeso da pochi soldati corrotti e da mercenari senza scrupoli. Nella valle riecheggia il fragore delle armi e le urla dei feriti e quando ormai sembra che per il Capitano sia finita, ecco spuntare un elicottero che in pochi istanti si appresta a prelevare il Capitano e i suoi due uomini sopravvissuti. Sia l’elicottero che il Capitano vengono raggiunti da alcuni colpi di arma da fuoco e quest’ultimo si accascia sanguinate sul piano di carico proprio mentre l’elicottero prende quota. Il velivolo viene colpito ripetutamente ma riesce comunque ad allontanarsi a scomparire oltre il monte Baldo. Dietro di se lascia una scia di fumo bianco e l’incertezza di quanti rimangono a terra. Sarà morto il Capitano Fal? Riuscirà l’elicottero a portarlo abbastanza lontano da quanti lo cercano?


Rebellio - INDUTIAE FICTUS - MMXVI
STORIA

“da un articolo del giornalista R. Moltesi -L’Eco del Baldo-”

…Il territorio di Ferrara di Monte Baldo rimane ancora oggi un luogo a se rispetto al resto del Paese, dove ormai la pace è stata ripristinata. Qui non si può ancora parlare di fine delle ostilità… tuttalpiù, nella migliore delle ipotesi, si può trattare di una momentanea tregua, fragile come una capanna nell’uragano. Dopo gli ultimi tragici eventi che hanno visto scontrarsi apertamente gli uomini della 6° Bgt. “Montenero” contro la “Brigata partigiana Avesani” in diverse battaglie che hanno insanguinato tutto il territorio, dal monte Cucco a Novezza, nessuno ne è uscito vincitore o vinto.
Entrambi gli schieramenti hanno versato un alto tributo di sangue, ma ciò non è bastato a decretare il controllo di questa zona calda che ad oggi rimane una vera e propria spina nel fianco per l’intera Europa. Nonostante Eurocorps, nell’Ottobre del 2014 abbia tentato una sortita penetrando in profondità col grosso delle forze di stanza a Caprino, attestando i propri capisaldi nel bel mezzo del territorio nemico, non è riuscito nell’intento di spazzare via l’Avesani. La Brigata partigiana infatti, sebbene colpita duramente, non ha ceduto mantenendo il controllo delle alture circostanti il paese. Non è ancora chiaro l’esatto svolgimento degli scontri, ma alcune dichiarazioni estrapolate dai rapporti del contingente Eurocorps hanno dell’incredibile. Sembra che in più di un’occasione la battaglia sia stata così cruenta che i ragazzi della “Montenero” abbiano ricevuto l’ordine di innestare le baionette.
Di certo quei giorni sono entrati nella storia scrivendo una delle pagine più cupe del nostro Paese portando alla memoria i tragici giorni che seguirono l’8 Settembre 1943…
E’ passato ormai più di un anno da quell’Ottobre 2014 che gli storici ricorderanno come “il rosso Autunno italiano” e la situazione non solo non è cambiata, ma pare che entrambi gli schieramenti, sebbene ridotti di numero, si preparino nuovamente a dare battaglia. Secondo le recenti dichiarazioni dell’attuale Premier italiano Renzo Mattei (uomo fino a poco tempo fa sconosciuto, messo alla guida del nuovo Governo italiano dalle Nazioni Unite)

“La nostra Italia è risorta da un profondo periodo di crisi dal quale abbiamo imparato molto… ne siamo usciti più forti e più uniti di prima!
Non dobbiamo pensare che non sia possibile una ripresa, che non sia possibile la riconquista del nostro benessere… della tranquillità della nostra casa, del nostro divano, della nostra Tv lcd, del nostro campionato di calcio!
Dobbiamo lasciarci alle spalle un periodo nel quale pochi facinorosi delinquenti hanno fomentato una rivolta assurda… che ha rischiato di farci sprofondare in un baratro senza fondo…
grazie all’intervento delle Nazioni Unite, grazie ai nostri partner europei, in breve tempo tutto è tornato alla normalità, i criminali sono stati fermati e assicurati alla giustizia!
Ora è tempo di pensare al futuro, un futuro dove saremo i protagonisti!…”

Nessuna dichiarazione quindi su i fatti accaduti a Ferrara di Monte Baldo ne sulla situazione attuale di quel territorio intriso di sangue che è ben lungi da essere definito un luogo di pace. Fonti non confermate dell’intelligence riferiscono che la Brigata Avesani riceva tutt’ora un supporto in armi e munizioni direttamente dalla Russia, infatti la situazione italiana che destabilizza tutta l’Europa, sembra faccia comodo alla Super Potenza dell’Est recentemente offesa da sanzioni ed embarghi.
Ma la voce più inquietante è quella che il fuggitivo Cap. Fal (già sotto inchiesta dai tempi della prima missione di peacekeeping nel 2013 dove comandava il contingente Eurocorps 3° Rgt. “Mancalacqua” accusato di aver perpetrato azioni efferate contro la popolazione civile) si sia da prima rifugiato in Russia, trovando la protezione del governo al quale avrebbe rivelato “segreti rilevanti” sulla situazione italiana, per poi far ritorno scortato dalle teste di cuoio russe nel territorio di Ferrara di Monte Baldo per prendere il comando della Brigata Avesani! Una notizia che ha dell’incredibile e che se confermata getterebbe discredito su tutto l’operato di Eurocorps.
Ricordiamo che quei fatti incresciosi accaduti nel 2013 e attribuiti al “Mancalacqua”, rimangono ancora oggi un mistero. Allora il contingente Eurocorps comandato dal Maggiore Carli, misteriosamente scomparso tra quelle montagne e attualmente ancora disperso, avrebbe usato la mano pesante contro la popolazione civile macchiandosi di crimini indicibili… il Cap. Fal, vicecomandante, fu accusato d’essere il responsabile sia della scomparsa del Magg. Carli, sia delle azioni violente e repressive contro i civili. Proclamatosi da sempre innocente, fuggì prima di essere arrestato dalla polizia militare. Il “Mancalaqua” fu trasferito e tutti i suoi ufficiali processati al tribunale di guerra ad eccezione del Ten. Faso, scagionato da tutte le accuse, promosso al grado di Capitano e messo alla guida della Brg. “Montenero” inviata successivamente nella regione. Oggi gli alti vertici di Eurocorps mantengono uno stretto riserbo su tutta la questione che ha visto Ferrara di Monte Baldo tramutarsi in un teatro di guerra e le Nazioni Unite, insieme all’opinione pubblica internazionale auspicano una veloce risoluzione della situazione in quel fazzoletto di terra italica.
Recentemente il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha cambiato la natura della missione del contingente Eurocorps di stanza a Ferrara di Monte Baldo da missione di Peacekeeping a missione di Peace-enforcement, ma quello che desta più sorpresa è la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti intervenuto direttamente sulla “questione Italia” divenuta una preoccupazione a livello mondiale:

“La situazione in Italia deve essere risolta al più presto, il Paese rappresenta una porta aperta al continente europeo per tutti coloro che vogliono diffondere il caos.
Questo non possiamo permetterlo e come Stati Uniti ci sentiamo in dovere di intervenire dando man forte all’esercito europeo perché riesca a ristabilire l’ordine reprimendo del tutto la rivolta, riportando la pace nel “Bel Paese”.
Per questo, invierò a supporto di Eurocorps le forze speciali americane.
Mai, dico mai, lasceremo che l’Italia cada nelle mani dei terroristi…”


Rebellio - PONTEM AT ADE - MMXVII
STORIA

Da quattro anni la guerra civile insanguina il paese, la popolazione è ormai allo stremo delle sue forze. L’unico baluardo di resistenza rimane questa piccola cittadina incastonata sulle montagne del nord Italia, dove un agguerrito manipolo di uomini tenta di tenere alti i propri ideali contrapponendosi alla forza di coalizione internazionale schierata con le sue leggi, che definiscono l’equilibrio mondiale.

“….La Brigata Partigiana Avesani è ormai interamente raggruppata a Sud-Ovest e mantiene stoicamente il controllo dell’intera val Basiana. In stretto contatto radio col Comandante Fal, i “Lupi” dell’Avesani (i più arditi combattenti dello schieramento partigiano), versano sangue per mantenere issato l’italico vessillo su quel piccolo territorio che definiscono “L’ULTIMA ITALIA”.

L’ordine del Comandante è perentorio:

“Decedere ma non cedere!”

I rapporti del 1°Ricognitori non solo confermano le informazioni del Capitano Faso sulle aree controllate dalla Brigata Partigiana Avesani, ma svelano l’inaspettato… la sommità di monte Castel Cucco è fortificata e difesa da un numero non ben definito di soldati russi perfettamente equipaggiati e ben armati! Il Capitano Bablo decide immediatamente di accelerare il suo piano.

Alle 19:20 ordina lo spostamento di armi, munizioni e “materiale sensibile” dalla postazione bunkerizzata in pineta monte Cor al deposito munizioni nel faggeto presidiato dai PMC “Alpha”. L’operazione va liscia come l’olio, il pacco arriva a destinazione e viene preso in consegna dai PMC che cominciano subito a “prepararlo” per la destinazione finale… la postazione d’artiglieria controllata dal 173°Airborne a Novezza! Poco prima di mezzanotte, col favore delle tenebre, un convoglio di mezzi razziati alla popolazione civile, parte dal passo del Casello col suo micidiale carico di morte destinazione Novezza. Il “materiale sensibile” viene consegnato alla 173°Airborne.
Sono presenti sull’obiettivo, oltre che al Capitano Ryan e i suoi uomini, il Capitano Bablo, il Capitano Faso, il Tenente Roccia e un manipolo di uomini di scorta. Nonostante la zona sia molto calda, gli ufficiali rimangono sul posto assicurandosi che il “materiale sensibile” pronto all’uso venga nascosto a dovere… sono minuti interminabili, immersi nell’oscurità, permeati dal puzzo dolciastro della morte. Bablo, Faso e Roccia sanno perfettamente che potrebbero essere i loro ultimi passi e sono decisi a farli a testa alta. Scarrellano i loro fucili avanzando sicuri su quel soffice prato montano che ricorderanno come “la collina degli eroi”.

È notte inoltrata quando gli ufficiali fanno ritorno sani e salvi ai loro comandi mentre tra le montagne, riecheggia il crepitio della battaglia. ….”